Pericolo fulmini: come comportarsi?

Ph: Cristina Rigoselli

Di pochi giorni fa la notizia della scomparsa prematura di Alberto Balocco, ucciso da un fulmine su una mountain bike elettrica.

Con l’imprenditore dolciario è morto anche l’amico Davide Vigo: stavano facendo un giro sulla strada dell’Assietta in Val Chisone.

Il temporale li ha colti di sorpresa in un punto dove non potevano ripararsi. Amici da sempre, appassionati di mountain bike, di cime. I fulmini in quota si sono abbattuti sul crinale e sulla strada sterrata, in uno dei tratti più belli delle Alpi del Parco dell’Orsiera Rocciavrè. Sono morti folgorati: Alberto Balocco, 56 anni, amministratore delegato dell’omonima azienda dolciaria e un suo amico torinese, ma residente da alcuni anni in Lussemburgo, Davide Vigo, di 55 anni.

In Italia cadono sempre più fulmini, ma grazie a tecnologie sempre più avanzate in materia di isolamento e sicurezza domestica e a una sempre più capillare informazione da parte delle istituzioni in merito all’argomento, è possibile raggiungere un migliore livello di prevenzione.

Conoscere il fenomeno è il primo passo per imparare ad affrontarlo nel modo più corretto e sicuro.

Un fulmine è una scarica elettrica di forte intensità generata da due corpi dal potenziale elettrico differente. Ciò significa che l’elettricità, una volta innescata dal primo corpo, viene magneticamente attratta dal secondo, propagandosi attraverso entrambi.

Il fenomeno è solitamente associato ad una specifica tipologia di nubi chiamate cumulonembi, che si formano durante i temporali in particolari condizioni di instabilità atmosferica.

Una corretta prevenzione dai fulmini deriva dalla capacità di saper individuare gli elementi che rappresentano per loro una naturale fonte di attrazione.

Ph: Cristina Rigoselli

Un fulmine può “colpire la terra” in modi differenti: per “impatto diretto”, cioè quando la scarica centra la fonte di attrazione senza intermediazioni. Altre volte accade invece che un fulmine colpisca un oggetto a terra “di rimbalzo”. Ci sono poi fulmini “guidati”, che raggiungono le cose attraverso il contatto con elementi in metallo o altri materiali conduttori di elettricità, o derivanti dalla conduzione a terra (che può propagare la scarica anche ad una notevole distanza dal punto di caduta). [5]

Naturalmente anche l’uomo, oltre che considerare la sicurezza di case e automobili, deve difendersi dai fulmini.

È quindi buona norma, durante i temporali, mantenersi a debita distanza da potenziali vettori di attrazione come alberi, crinali, antenne, pali in ferro o acciaio o palazzi particolarmente alti, specie se situati in luoghi isolati in grado di amplificare il loro potere attrattivo.

Inoltre, sembra ormai comprovato come i telefoni cellulari possano attrarre fulmini [6] ed è pertanto vivamente sconsigliato il loro utilizzo all’aperto in occasione di forti piogge o tempeste elettromagnetiche.

L’automobile è invece considerata un luogo sicuro per ripararsi dai fulmini in quanto, se centrata da una scarica, la sua struttura funge da “Gabbia di Faraday”, isolando l’interno dal passaggio dell’elettricità. L’importante in questo caso è ricordarsi di tenere portiere e finestrini ben chiusi, allontanandosi il più possibile dal contatto con il telaio e le sue parti metalliche.

In casa di là delle basilari norme di sicurezza, alcune delle quali previste oggi per legge nella realizzazione di impianti elettrici domestici, come l’installazione di salvavita, scaricatori di sovratensione o l’opzionale posa in opera di parafulmini sul tetto, esistono una serie di regole da seguire per evitare il più possibile il pericolo di fulmini in casa.

Durante un temporale, se ci si trova dentro casa, è buona norma:

• scollegare dispositivi elettronici e elettrodomestici dalle prese,

• mantenersi lontani dalle pareti (specie quelle comunicanti con l’esterno),

• evitare di sostare in prossimità di caminetti e stufe (anche se spenti),

• evitare di fare la doccia o il bagno.

Ph: Cristina Rigoselli

Nelle aree montane le cose sono un po’ più complicate.

Purtroppo l’irregolarità degli annuvolamenti e delle correnti d’aria che sovrastano le alture e il rimbombo dell’eco possono trarre in inganno rispetto alla direzione, alla distanza e alla violenza del temporale e non è raro che anche gli escursionisti più esperti vengano sorpresi dal sopraggiungere del temporale.

Per cercare di ridurre al minimo il rischio di essere colpiti dal fulmine è opportuno:

• allontanarsi immediatamente da vette, creste, guglie, massi e alberi isolati e da tutti quegli elementi del paesaggio che, per la loro conformazione “a punta” tendono ad attirare il fulmine.

• cercare di evitare di divenire voi stessi “una punta” e, se siete in uno spazio aperto, mettetevi il più possibile vicino a terra, accucciati facendo attenzione ad avere la minor porzione di corpo a contatto col terreno. L’ideale è sedersi sullo zaino (asciutto), isolando il più possibile il corpo dal terreno e dalle correnti di superficie che si propagano dopo la scarica del fulmine.

• quando si è in gruppo è meglio non restare tutti vicini, per non creare una corrente d’aria calda che, salendo, tende ad attirare il fulmine.

• allontanare gli oggetti metallici, che possono condurre elettricità e spegnete completamente il cellulare o altri apparecchi elettrici.

• fino a che il temporale non si è placato è meglio lasciare a distanza attrezzature come piccozze, bastoncini, sci e oggetti lunghi e sporgenti, che tendono anch’essi ad attirare i fulmini.

• bisogna inoltre stare alla larga da tralicci dell’alta tensione o linee elettriche, che attraggono particolarmente i fulmini.

Ph: Cristina Rigoselli

Esistono molte storie di persone colpite da un fulmine, in alcuni casi addirittura di individui colpiti da più fulmini nel corso della loro vita. L’americano Roy Sullivan, per esempio, arrivò addirittura a essere colpito da sette diversi fulmini tra il 1942 e il 1977, uscendone illeso ogni volta.

Il fragore scaturito dall’impatto di una folgore, anche solo in prossimità di una persona, può provocare in quest’ultima un forte stato di shock. La dinamica dell’accadimento gioca un ruolo fondamentale. Tutto dipende dall’intensità della saetta, dalla sua traiettoria e dalla successiva dispersione dell’elettricità prodotta.

Gli effetti di un fulmine sul corpo umano sono rappresentati dalle ustioni prodotte attraverso il contatto con la scarica e dalla possibilità di sviluppare scompensi cardiaci e dolorosi sintomi post traumatici da stress, anche a lungo termine. Questi ultimi possono comprendere ceraunofobia, ossia paura dei fulmini e in generale dei temporali, e acluofobia, ossia paura del buio.

Eppure, secondo le statistiche, più del 70% delle persone colpite da un fulmine non riportano danni fatali.

Ph: Cristina Rigoselli
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